Techno Fashion

L’approccio odierno alle nuove tecnologie tessili è di tipo olistico in quanto coinvolge diverse discipline scientifiche di studio. L’ingegneria, la chimica, l’informatica, la merceologia e le discipline artistiche e filosofiche, nonchè legate all’economia e al commercio, quali la moda, l’arte e il design. Parliamo dei materiali e dei tessuti più all’avanguardia, perle del XXI secolo e non solo, adottati dai più grandi stilisti di moda, soprattutto quelli che amano sperimentare nuove forme di abbigliamento, nuovi effetti e funzionalità.

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I materiali e tessuti tecnologici o tecnici trovano applicazione in svariati ambiti industriali e nella moda acquisiscono una valenza rilevante in merito alla ricerca formale e funzionale. Si pensi agli stilisti più all’avanguardia, ai grandi ricercatori e sperimentatori del fashion, come i grandi  Issey MiyakeRei Kawakubo e Junya Watanabe di Commè De Garçon, Helmut Lang, Yohji Yamamoto, Thierry MuglerJean Paul Gaultier, … , che hanno realizzato le proprie collezioni adoperando tessuti dai materiali innovativi, capaci di creare effetti visivi e qualitativi mai visti e di sperimentare caratteristiche tecniche all’avanguardia.

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Si pensi a Issey Miyake, il creatore di moda che non vuole e non può neppure essere semplicementedefinito stilista e alla sua collezione Matematica Tridimensionale, ai suoi capi in techno crêpes e ai tessuti manipolati tramite computer.

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I tessuti tecnici, chiamati anche  tessuti intelligenti, sono oggetto di studio e ricerca per un nuovo tipo di progettazione: il design interattivo. La tessitura non è più solo un involucro, bensì può diventare sensibile e trasformarsi. La materia può portare in sè funzioni legate alla sensorialità, diventare ricettiva al calore, alla luce o ad un suono, può espletare funzioni curiose, come quella di profumare o di cambiare colore sotto il monitoraggio di un computer e può assolvere compiti anche più ardui, come quello di sentire il battito cardiaco di un essere umano o decretarne lo stato di salute.

Sensazionale l’olandese Iris Van Herpen, ha trasmutato il fashion adoperando mezzi che superano le frontiere della tecnologia classica dell’abbigliamento. Vediamo da questo prototipo di sua opera la messa a frutto della tecnologia tridimensionale di stampa 3D e nuove tecniche di cucitura per realizzare con il supporto di Isaie Bloch e MGX abiti scultura in una veste architettonica.

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Fanno parte della techno moda e dell’arte gli abiti scultura realizzati in fibra ottica e LED ad opera di Taegon Kim, esposti in diverse città del mondo. Si ricordi l’esibizione Fête des Lumières di Lione, in Francia, nel 2012. Sono abiti di luce assolutamente strabilianti.

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Gli abiti si evolvono nelle forme e nelle funzioni. Prepariamoci ad un futuro avvincente nell’ambito delle creazioni techno.

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Wearable Techno-Gadget Tecnologia da indossare

I wearable connectors rappresentano l’ultima evoluzione della tecnologia indossabile. Li abbiamo visti nei thriller d’azione.Orologi a comando vocale, caschi con vetri di visualizzazione, techno-gadget incorporati agli abiti in dotazione a eroine come James Bond o come Tony Stark e le abilità sovrumane di Iron Man oggi non sono più fiction. Oggi sono balzati sul multidimensionale schermo della vita reale come estensione del corpo e della mente umani.

Ci troviamo di fronte all’ennesima grande svolta tecnologica dei nostri tempi. Le wearable connections forniranno la nuova condizione socio-culturale nel campo del lusso.

Si tratta di una colossale trasformazione rispetto alla lettura del personale stile di vita, quindi alla fruibilità stessa della realtà.Stando alle stime elaborate dalla società IHS le previsioni di vendita, per techno-gadget quali orologi, occhiali, smartband, braccialetti, supereranno i 90 milioni a partire da quest’anno, superando i 180 milioni di articoli nel giro di soli 4 anni. Gli analisti di Morgan Stanley prevedono che i techno-gadget supereranno la domanda di smartphone e tablet.

L’epopea dei dispositivi indossabili è alle porte e trasformerà addirittura i pensieri e le esperienze reali in qualcosa di tracciabile, assemblabile, archiviabile e interattivo. 0528_google-glass_650x455

Prodotti che puntano sulla velocità di comunicazione e informazione come i Google Glass, ibrido della tecnologia innescato in un oggetto di uso comune quale l’occhiale e sono indossabili, ergonomici, leggeri. I lifelogging di Sony, per esempio, hanno il minimo ingombro, tatuati addirittura sulla propria pelle, sempre meno touch riducono a pochi secondi i tempi d‘interazione tramite comandi vocali o gestuali, sono praticamente invisibili.

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Google, oltre agli occhiali, ha lanciato Android Wear, un progetto che dona l’incorporazione del cuore del sistema operativo Android a chiunque inventi un techno-oggetto indossabile come un bracciale, un anello, un orologio.

Gli smartwatch sul mercato sono già tanti: orologi LG G Watch R, Samsung Galaxy Gear, Sony Smart Watch e il Pebble Watch, con speaker, microfono, foto e videocamera e altri dispositivi. Essi dispongono di una serie infinita di applicazioni e software. Sembra tutto complicato e veloce, invece paradossalmente, tutto tende ad una semplificazione e facilità di fruizione. Gli orologi Google si attivano semplicemente dicendo “OK Google” per gestire il proprio sistema di operazioni come messaggi e chiamate.

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I Wearables sono essenzialmente connessi in modalità wireless. Sono mini-computer in grado di visualizzare, processare o salvare informazioni. Sono spesso indossati sul corpo, integrati ad abiti e accessori e rappresentano l’ultima evoluzione della tecnologia informatica.

Sono oggetti che ci permettono costantemente di comunicare e interagire creando una identità detta persistente. Tale “identità persistente” consiste nell’estensione della personalità e dell’attività dell’utente. Egli può aggiungere nuovo valore alla routine, un aspetto così intimo e fondamentale della nostra vita.

Come ogni nuova tecnologia prevista per un’ampia adozione sul mercato la ricerca sarà serrata: i produttori di hardware dovranno offrire design, facilità d’uso, indipendenza dai devices più obsoleti, come gli smartphone, mentre i produttori di software dovranno offrire applicazioni innovative e un’interfaccia che funzioni al meglio con le piattaforme esistenti. Anche l’aspetto della privacy e della sicurezza dei dati personali dovrà essere studiata con la massima cura.

Le applicazioni dei wearable vanno da quelle più funzionali e pratiche a quelle ludiche o etiche, fino a quelle mediche(si pensi al Polypower), o addirittura potranno essere utili in sala operatoria. Tra le più curiose ci sono oggetti come l’Hand Tree il wearable intelligente che permette di catturare lo smog e di trasformarlo in aria pulita. Fantastico! hand-tree-by-alexandr-kostin2hand-tree-by-alexandr-kostin1Simpaticissimo e colorato ecco il wearable per bambini, o meglio, per genitori ansiosi! L’ I’m tracer, il bracciale GPS da polso per rintracciare subito bambini particolarmente vivaci e sfuggenti. Il techno-bracciale che permetterà ai bambini di perdersi senza problemi!

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